Semper Filleris 3: Gattacitrova

GATTACITROVA
Autore Antoine Bauza
Prodotto da Sit Down! (in Italia Ghenos Games)
Tipologia Filler, tessere
N° giocatori 2-4
Età 6 – 116
Durata 15 – 20 min
Dipendenza lingua A A A (nulla)
Rigiocabilità A A A (bassa)
Difficoltà A A A (bassa)

Knizia, Teuber, Friese sono solo alcuni nomi degli autori più famosi di giochi da tavolo: grazie al loro ingegno e personalità, creano giochi di successo che ci regalano ore e ore di divertimento. Tuttavia questi autori si cimentano talvolta anche nei filler, creando dei piccoli capolavori. “Gattacitrova: Randagio ma non troppo!” è un esempio calzante: gioco di Antoine Bauza (autore di 7 Wonder, Tokaido e Takenoko) per 2-4 giocatori, pubblicato dalla Cocktail Games (e distribuito in Italia dalla Oliphante) nel 2007. Questo – in realtà – è il primissimo gioco del noto autore, con il nome “Chabyrinthe” ed una grafica in “notturna”.

chabirinthe.png
A confronto le due versioni di “Chabyrinthe”, diverse come il giorno e la notte!

L’ambientazione creata per questo gioco è davvero particolare: il vostro compito sarà di riportare a casa (ce ne sono ben due) i poveri gatti randagi attraverso un percorso intricato di tubature, rappresentate da sedici carte Grondaia disposte a formare una griglia 4 x 4. Riportando i vari gattini nella loro dimora si guadagneranno i rispettivi punti e – al termine del gioco – chi avrà collezionato più punti sarà il vincitore (e riceverà il titolo di “gattara della città”).

Riusciranno i nostri randagi a tornare nel caldo abbraccio del focolare domestico?

Il gioco inizierà da colui che avrà visto per ultimo un gatto nero per strada (non è un buon segno): ogni giocatore sarà chiamato a svolgere due azioni nel proprio turno, ed avrà a disposizione due tipi di azioni, la “Rotazione” e l’”Inserimento”.

  1. Rotazione: il giocatore potrà ruotare a proprio piacimento (90° o 180°, senso  orario o antiorario) una delle carte Grondaia a disposizione.
  2. Inserimento: sarà possibile inserire all’interno della griglia una nuova carta Grondaia (pescata da un mazzo a parte), creando uno slittamento su una riga o su una colonna, un po’ in stile “Labirinto Magico”.

Nel proprio turno sarà possibile scegliere di fare due azioni “Rotazione” (ma su due carte diverse) oppure – nell’ordine che si vuole – un azione di “Rotazione” e una di “Inserimento” (non è possibile fare due “Inserimento nello stesso turno). Terminate le due azioni, il giocatore passerà la mano al giocatore alla sua sinistra.

Un classico esempio di partita a Gattacitrova

Non appena una delle azioni riesce a creare un collegamento tra uno delle carte Randagio e una delle due carte Casa, il giocatore avrà portato il gatto al sicuro e potrà aggiudicarselo, guadagnando i punti segnati sulla carta. A questo punto, la Casa appena “occupata” verrà spostata in senso orario di uno spazio intorno alla griglia e verrà collocata una nuova carta Randagio, che prenderà il primo spazio libero in senso orario rispetto alla posizione precedente del Randagio appena conquistato. Il gioco terminerà quando tutti i “Randagi” saranno tornati a Casa e saranno al sicuro con i loro padroni.

In questo modo, il gattino randagio può tornare nella sua casa

Che cosa ne penso io?

Qui l’autore – nonostante sia alle prime armi – dimostra di avere la stoffa nell’inventare giochi da tavolo: sebbene abbia qualche richiamo al già citato “Labirinto Magico”, ha creato un gioco non banale e abbastanza cervellotico. Perché dico questo? Perché – una volta seduti al tavolo e dopo le prime mosse – comincerete subito a fare mille ragionamenti su come far arrivare il gatto da cinque punti a destinazione, su come riuscire a guadagnare più carte Randagio in un turno (è possibile creare delle combo in base a particolari posizioni di Randagio – Casa) e su come – se proprio non potete fare nulla – mettere i bastoni tra le ruote ai vostri avversari. Potete anche non fare nulla, basta ruotare le tessere con l’incrocio allo stesso livello, così non fate un torto a nessuno! E tutto ciò in un gioco che può stare nel palmo della propria mano!

Non ci credete? Eccovi la prova!

Con questo gioco si divertiranno sia i neofiti (è un gioco semplice da giocare e con poche regole), sia i giocatori incalliti che apprezzeranno la possibilità di ragionare e trovare il miglior modo per ottimizzare la situazione.

Peccato che la longevità ne risenta un po’: ad ogni partita potranno variare solo la disposizione delle tessere centrali e l’ordine di uscita dei gatti e alla lunga può stancare.

Le carte quadrate sono molto robuste (non servono bustine protettive) e la grafica è semplice e immediata, in stile fumetto con qualche vena comica (vi cito solo due esempi: un gatto davanti al fiume che aspetta il proprio “pranzetto” con tanto di bavaglino e una casa in cui si può notare una copia di “Play Cat” nel portagiornali).

Ecco le due carte incriminate!

Il gioco da come età di partenza i sei anni (ma c’è anche una variante per i più piccoli, dove si riduce la griglia di gioco), tuttavia credo che questo gioco sia troppo precoce: ha bisogno di un ragionamento contorto  e una buona dose di tattica che bambini a quell’età non hanno. Credo che sia perfetto ad otto anni, ma  se avete bambini già abituati al mondo dei giochi da tavolo non dovrebbe crearvi problemi anche anticipare tale età.

Parliamo della durata del gioco: sulla scatola non è riportata nessuna menzione e girando su siti specializzati ho visto che la durata oscilla tra i 15 e i 30 minuti. Secondo il mio parere, si può giocare tranquillamente in 20 minuti – tuttavia se avete persone al tavolo particolarmente riflessive o affetti da “paralisi da analisi” (male che, ahimè, conosco bene), la partita potrebbe andare per le lunghe (ho visto partite durare almeno 45 minuti).

Purtroppo Gattacitrova condivide un po’ il destino dei giochi “piccoli”: si pensa che siano troppo leggeri, troppo banali, troppo semplici nella grafica, perciò vanno scartati, Analizzando meglio, invece, si scopre che questi titoli hanno molto più da offrire rispetto ad alcuni giochi blasonati, che spesso hanno solamente una grafica ammiccante e una scatola ingombrante. Perciò Gattacitrova è un titolo poco conosciuto e ciò è un vero peccato, perché è un titolo piacevole per giornate tranquille e rilassanti, magari in campagna con un bel barbecue a farvi compagnia (se lo fate, mi autoinvito! 🙂 ).

Ed ora un piccolo indovinello per voi che mi seguite: riuscite – con due Rotazioni e senza contare eventuali slittamento – a conquistare tutte e due i gattini? E mentre vi arrovellate la testa, vi dico “Buona serata, buon gioco e semper filleris!”

Chi riuscirà a risolvere l’enigma?

Un pensiero su “Semper Filleris 3: Gattacitrova

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