Semper Filleris 5: Nyet

NYET
Autore Stefan Dorra
Prodotto da Uplay edizioni
Tipologia carte
N° giocatori 2-5
Età 10 anni in su
Durata 30 min
Dipendenza lingua A A A (nulla)
Rigiocabilità A A A (bassa)
Difficoltà A A A (bassa)

Solitamente – quando si parla di giochi da tavolo – la nostra mente immagina grossi scatoloni, stracolmi di componenti variopinti e di fustelle che desiderano di vedere la luce. Per fortuna da qualche anno si sono sviluppati una miriade di titoli dalla scatola ridotta, “tanto divertimento in poco spazio”, perfetti per chi – come me – ha poco spazio in casa oppure l’ha già riempita con altri giochi. Potrei stare qui a lungo ad elencare giochi “minuti” come Love Letter, Tichu,  Dobble, Sushi Go!, la serie “Kaker Laker”, Cappuccetto Rosso non dorme mai (e qui la smetto!). Inoltre esistono case editrici che hanno puntato su questa misura “ristretta”: basti pensare all’Oliphante, in cui ha creato una linea di giochi con scatoline quadrate 9 x 9 e di cui ricordiamo Gattacitrova, già oggetto di una nostra recensione .

Ma il gioco di oggi è uscito l’anno scorso ed  è un po’ più grandicello (la scatola è 15×15 cm): oggi a Semper filleris vi parlerò di “Nyet”, un gioco di Stefan Dorra per 2-5 giocatori e pubblicato nell’edizione italiana dalla Uplay.

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Ecco Nyet, il gioco di questa recensione

In breve, Nyet (significa “No” in russo) è un gioco di carte che si rifà per molti aspetti alla nostra briscola: il gioco si sviluppa in un numero di round prestabilito in base al numero dei giocatori e ad ogni round bisogna aggiudicarsi più prese possibili (e di conseguenza più punti), grazie a carte molto alte, Briscole e Superbriscole (non è un supereroe, ve ne parlerò tra poco).

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Ecco cosa troverete in Nyet

All’inizio del gioco, ogni giocatore sceglierà una carta Personaggio e prenderà i rispettivi segnalini “Nyet!”, dopodiché verranno distribuite ad ognuno un egual numero di carte. Ogni round si suddivide in due fasi:

  • la fase Nyet!: dove i giocatori potranno “scegliere” le regole da applicare durante quel round (e solo per quel round), grazie alla tabella di gioco e ai segnalini Nyet!;
  • la fase della presa: dove si potranno giocare le carte dalla propria mano, per conquistare più prese possibili.

Nella fase Nyet, il giocatore che ha dato le carte colloca uno dei suoi segnalini Nyet! su una casella vuota della Plancia di gioco e ne copre il simbolo, eliminando l’attuazione di quella regola per quel round (è da questa meccanica che il titolo ha preso il suo nome). I giocatori, in senso orario,  continueranno a posizionare segnalini Nyet! finchè su ogni linea non sarà rimasta una sola casella vuota: insieme delle caselle vuote sulla plancia dettano le regole per quel round. Nel dettaglio:

  • la prima linea indica chi sarà il primo giocatore nella prossima fase, quest’ultimo potrà inoltre decidere i propri compagni di squadra per quel round (e solo quel round);
  • la seconda linea indica se e quante carte andranno scartate prima dell’inizio della prossima fase;
  • la terza linea indica il colore della briscola;
  • la quarta linea indica il colore della Superbriscola, possono diventare Superbriscole solo le carte “1” della casella lasciata vuota, ma è anche possibile giocare senza Superbriscole;
  • la quinta linea indica il valore di ogni presa (può valere anche in punti negativi!)
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Ecco un esempio della plancia: in questo round la tigre è il primo giocatore, si scarta una carta, la briscola è la stella rossa, non ci sono superbriscole ed ogni presa fa ottenere due punti

Terminata questa fase, si dà inizio alla fase della presa: il giocatore di turno gioca una carta a sua scelta dalla propria mano, seguito dagli altri giocatori in senso orario, tenendo conto che – se possibile – bisogna giocare una carta dello stesso seme di quella del primo giocatore (in caso contrario, si potrà giocare una qualsiasi carta dalla propria mano). Quando tutti avranno giocato una carta, si controlla chi ha fatto la presa, tenendo conto che:

  • se non ci sono Briscole (o Superbriscole), vince la carta con il valore più alto che condivide lo stesso seme con la carta giocata dal primo giocatore;
  • in presenza di Briscole (ma non Superbriscole), vince la carta Briscola con il valore più alto;
  • la carta Superbriscola (se presente) vince automaticamente.
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Ecco un esempio di gioco: se la plancia fosse quella dell’esempio precedente, il giocatore che possiede il 4 rosso (dato che è una briscola), vincerebbe la presa. Se nella plancia ci fossero state le superbriscole blu, allora vincerebbe la presa chi possiede l’1 blu.

Il giocatore che ha vinto la mano prende le carte conquistate, ne crea una pila a faccia in giù e giocherà un’altra carta dalla propria mano (e così a seguire, fino al termine delle carte in mano). Dopo l’ultima presa, inizierà la sottofase dei Punti: ogni squadra conterà il proprio Bottino (il numero delle prese fatte più il numero delle carte di valore 1 giocate dagli avversari e conquistate, al momento della presa dovranno essere messe da parte) e lo moltiplicherà con il numero della casella vuota della quinta linea. Il gioco poi riprenderà con un nuovo round, partendo dal giocatore a sinistra del mazziere precedente. Una volta giocati tutti i round, il giocatore (o i giocatori) con il punteggio più alto, sarà dichiarato vincitore.

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In questo caso, sono state fatte otto prese (sei normali e due con gli 1). Se riprendiamo l’esempio precedente di plancia, il giocatore otterrebbe 16 punti.

Che cosa ne penso io?

“Nyet” si tratta in realtà di una rivisitazione della “briscola a cinque” nostrana (o anche briscola bugiarda), dove l’atout (il seme della briscola) viene deciso tramite asta tra i giocatori e dove le squadre vengono decise durante lo svolgimento del gioco (se siete curiosi, vi consiglio di leggere la voce “briscola bugiarda” sul “Dizionario dei giochi” di Angiolino e Sidoti). Ma ci sono vari elementi di distacco dal gioco nostrano, come il numero delle carte (le carte sono di quattro colori e arrivano fino al valore 13), la plancia di gioco (tra l’altro una meccanica davvero originale), il sistema di punteggio (basato su ogni presa e non più solo su alcune carte che danno punti), la Superbriscola e la carta bonus (quest’ultima viene assegnata ad uno dei giocatori della squadra in svantaggio numerico e ne raddoppia il punteggio). Perciò questo gioco è adatto agli amanti della briscola che vogliono qualcosa di più: non mi stupirei se tra qualche anno – quando saremo diventati vecchi – si formassero nei circoli o nei bar di periferia tavolate e tavolate di “Nyet”, contornate da schiamazzi e insulti.

Nyet possiede un’ottima componentistica: la scatola è robusta e curata nella sua grafica ed la scatola ha una chiusura magnetica (per evitare “fughe” di carte); le carte sono resistenti (ma vi consiglio sempre le bustine, per inciso 61×112 mm) e altrettanto curate, a prova di miope (e ve lo dice un vero esperto in fatto di occhiali). L’ambientazione “sovietica” ha la semplice funzione di veste grafica, però ho apprezzato molto i personaggi, versioni antropomorfe di animali in tenuta militare o simili.

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I cinque personaggi di Nyet

Le carte non hanno testo e rappresentano chiaramente il valore della carta e il proprio seme: grazie a ciò, Nyet! è un gioco indipendente dalla lingua, regolamento a parte. Ma è proprio quest’ultimo – ahime! – a rappresentare uno dei difetti di questo gioco: abbiamo avuto non poche difficoltà a capire il gioco (nonostante conoscessimo la briscola) e il regolamento così formato sembra poco organizzato. Ad esempio i “Dettagli sulla preparazione” (situati all’ultima pagina) li avrei messi invece all’inizio, nella sezione Preparazione (è scomodo infatti saltare avanti e indietro per vedere se si sta facendo bene). Inoltre nel regolamento non vengono spiegati alcuni elementi: perché le carte Personaggio hanno una doppia faccia? A cosa servono quei due gettoni che hanno una stella da entrambi i lati? Se un giocatore guadagna punti negativi e si trova allo zero, va in negativo o resta allo zero?  Le cartoline sono utili al gioco o solo un piccolo regalo da parte dell’autore? Se è la seconda vi ringrazio, lo apprezzo molto, ma la prossima volta annotatelo da qualche parte.

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Una delle cartoline del gioco…

A parte ciò, il titolo scorre bene e superate le prime difficoltà le partite scorrono veloci, ma non così veloci da giustificare la durata segnata sulla scatola: in trenta minuti forse si riesce a fare una partita in due. Credo che in questo caso il “problema” sia nel numero dei round : secondo me sono un po’ troppi (10 round in cinque giocatori è eccessivo!) e non si è contato che ogni giocatore deve riflettere almeno qualche secondo sia sulla casella da coprire nella fase Nyet!, sia sulla carta da giocare. Senza contare che – come nella briscola – ci si deve confrontare (a volte discutere) con il proprio o i propri compagni. Inoltre, un numero eccessivo di turni  – si sa – può stancare i giocatori e ciò li porta a scegliere un altro titolo, anzihcè fare un’altra partita (almeno per quella serata). Ma per fortuna il gioco è versatile, quindi potete variarne il numero dei turni. Su quest’ultimo punto, il gioco ci consiglia la variante in cui le condizioni di fine partita si basano sul punteggio raggiunto.  Ma attenzione però a non mettere l’asticella troppo in alto (ad esempio 100): vi ricordo che è possibile anche “perdere” punti e il gioco si potrebbe allungare un po’ troppo e rischierete di annoiarvi a metà partita.

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Se non vi ho convinto, eccovi un’altra foto!

Mi avvio alla conclusione dicendo che Nyet  – con qualche piccolo accorgimento – può diventare un must per aprire (o anche chiudere in bellezza) una  serata ludica con amici e non:  data la leggerezza del titolo e la somiglianza con la briscola, Nyet porta tutti i giocatori allo stesso livello, soprattutto i “non addetti al lavoro” che non correranno il rischio di sbagliare o bloccarsi (se poi non conoscete neanche la briscola, siete davvero delle brutte persone). Con questa frase “paritaria” vi saluto e vi auguro “Buona giornata, buon gioco e semper filleris!”

 

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