Semper Filleris 11: My Brother

MY BROTHER
Autore Irene Nappi
Prodotto da Ghenos Games/Demoèla
Tipologia carte, cooperativo
N° giocatori 1-4
Età 8 anni in su
Durata 20-30 min
Dipendenza lingua A A A (bassa)
Rigiocabilità A A A (media)
Difficoltà A A A (bassa)

Quando ci sediamo di fronte ad un gioco da tavolo, spesso ci dimentichiamo dell’ambientazione: prendiamo in considerazione solo l’aspetto ludico, le meccaniche e il grado di sfida che offre. Per colpa di ciò, spesso un game designer tende a tralasciare l’ambientazione e si limita a sfruttarla come semplice cornice per racchiudere il proprio lavoro. Ma in alcuni titoli l’ambientazione non può passare inosservata, specie quando c’è la volontà di affrontare temi più importanti, che ci spingono a riflettere e a provare emozioni contrastanti: in questa rubrica abbiamo già parlato di Ta-pum, un cooperativo in cui un gruppo di amici-soldati devono sopravvivere alla Guerra, spalleggiandosi l’un l’altro.

Il titolo di oggi parla di un tema altrettanto difficile, quello della fragilità: spesso i capricci della vita quotidiana e i grandi cambiamenti possono ledere la psiche di una persona, cambiarla completamente e – nei casi più gravi – distruggerla. Miei cari lettori, oggi vi parlo di “My brother” (il secondo gioco comprato al Romics), opera di Irene Nappi per 1-4 giocatori, edito dalla Ghenos Games e dalla Demoèla (quest’ultima ha fatto uscire titoli come Zena e il nuovissimo GrowerZ), in uscita quest’anno.

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Ecco My Brother, il gioco “fragile”

La scatola è piccola (21×13,5×3,5cm) ma sufficientemente capiente per contenere tutti i materiali di gioco, tra cui un mazzo di 53 carte e cinque plance rettangolari. La grafica è semplice e curata, grazie ai colori ad acquerello.

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I componenti del titolo di oggi

In My brother vi metterete nei panni della famiglia Fonte (Matt e Lara e i loro due figli Emily ed Eric) che si è appena trasferita ad Arlington. Ma non è facile lasciare i vecchi amici e le abitudini di tutti i giorni, soprattutto per Eric – il membro più fragile della famiglia – che si è chiuso in se stesso e non riesce ad affrontare i nuovi cambiamenti. Perciò – superando gli imprevisti della vita – dovrete cercare di contenere lo stress di tutti (anche grazie all’aiuto di Dave, il cugino di Eric ed Emily), per ridare serenità ad Eric ed alla sua famiglia.

Per iniziare la partita, si mescolano i due mazzi delle carte Imprevisto (con il retro ?) ed Evento (con il retro !); quest’ultimo deve avere come prima carta quella del “Trasloco”(indicata con il numero 1 sul retro). Fatto ciò si pone al centro la plancia di Eric (non viene assegnato a nessun giocatore) e vi si pongono i due mazzi. Ogni giocatore sceglie un personaggio (Lara, Emily, Matt o Dave) e prende sia la Plancia che le sei carte Azioni assegnate. Se siete meno di quattro giocatori, gli altri personaggi possono essere distribuiti tra i giocatori, oppure essere utilizzati come personaggi non giocanti. Infine, tutti i giocatori prenderanno i cinque dischetti Segna-Stress e si posizionano in corrispondenza dell’1 sulla barra stress di tutti i personaggi (Eric compreso).

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Situazione iniziale in My Brother, con plance personaggi e la plancia di Eric.

La partita si svolge in più turni di gioco (più precisamente 11, il numero delle carte Evento) ed ogni turno si suddivide in quattro fasi:

  1. Fase Eventi e Imprevisti
  2. Fase Azioni
  3. Fase di Eric

Fase 1: Eventi e Imprevisti

Si rivelano le prime carte dei mazzi Evento ed Imprevisti e se ne applicano le indicazioni. Solitamente, sia le carte Evento che Imprevisto modificheranno il livello di stress di uno o più personaggi (esclusi quelli in recupero, vedi Fase 4), che dovrà essere aggiornato sulla rispettiva barra dello Stress. Inoltre ci sono alcune carte Imprevisto che influenzano – in positivo o in negativo – il lancio del dado di uno dei personaggi durante la Fase Azioni e la Fase di Recupero.

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Fase 1: sono state rivelate la prima carta Evento ed Imprevisto: Eric accumula 6 livelli di stress, Matt e Lara invece 3.

Fase 2: Azioni

Questa fase, a sua volta, si divide in tre sottofasi:

  1. Selezione delle Carte Azione
  2. Risoluzione delle Carte Azione
  3. Scarto delle Carte Azioni
  4. Tiro sul Recupero (solo personaggi in Recupero)

Selezione delle Carte Azione

Dopo la prima fase, ogni giocatore dovrà scegliere – in segreto e senza consultarsi con gli altri – una delle carte Azioni dalla propria mano e posizionarla vicino alla propria plancia. Se in mano un giocatore possiede una sola carta Azione, può decidere se giocarla (e riprendere in mano tutte le carte Azioni nel turno successivo), oppure di eliminarla dal gioco per riprendere in mano immediatamente le carte Azioni scartate e sceglierne una tra queste.

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Fase 2.1: Emily ha scelto una delle carte Azione che aveva in mano e l’ha messa sulla propria plancia giocatore.

Risoluzione delle Carte Azione

Quando tutti i giocatori avranno scelto la propria carta Azione, la rivelano e decidono insieme l’ordine in cui queste verranno risolte, una per volta, in base allo stress attuale dei personaggi. Fatto ciò, il primo giocatore lancia il dado e subisce gli effetti della propria carta Azione in base al risultato del dado. Se il risultato non compare sulla carta Azione (manca l’1 sulle carte con il dado bianco ed il 6 sulle carte con il dado nero), la carta non ha alcun effetto. In questa fase, le Le Carte Imprevisto “Giornata fortunata” e “Giornata storta” hanno effetto  e modificano il risultato del lancio di un determinato personaggio. Una volta apportate le dovute modifiche sulle barre Stress di uno o più personaggi, il gioco prosegue risolvendo la Carta Azione del giocatore successivo (seguendo l’ordine stabilito in precedenza).

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Fase 2.2: è stato stabilito che il personaggio che inizia la fase di Risoluzione sarà Dave. Il giocatore aveva scelto la carta “Aiuto!” e lancia il dado, facendo 4. Quindi in teoria, Dave perde un livello di stress mentre Eric ne accumula uno, ma dato che c’è la carta Imprevisto “Giornata storta”, Dave deve aggiungere +2 al risultato (lòa carta è del tipo dado nero), facendo quindi 6. Nulla di fatto!

Scarto delle carte Azione

Quando tutti avranno risolto le proprie carte Azione, i giocatori dovranno scartare la propria Carta Azione. Tutte le carte scartate non saranno più disponibili, finchè un giocatore non rimane con una sola carta Azione in mano (e sceglie se giocarla o se recuperare prima le altre carte).

Recupero (e Tiro sul Recupero)

Quando un personaggio arriva a 10 (o più) sulla barra dello Stress, deve immediatamente andare in Recupero, per rilassarsi e ricaricare le batterie. Appena ciò accade, il giocatore dovrà girare la propria plancia sul lato opposto, posizionando il dischetto Segna-stress sul 10. Un personaggio in Recupero non subisce effetti ne dalle Carte Imprevisti ed Eventi, ne dalle carte Azione giocate dagli altri personaggi; inoltre non modificherà lo stress di Eric, durante la terza fase (vedi Fase 3).

  1. Il personaggio in Recupero, durante la fase Azioni, non sceglie carte Azione, ma lancia un dado e confronta il risultato sulla propria Plancia Recupero, modificando il proprio livello di Stress in base all’esito.
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Fase 2.4: Lara è in Recupero e nella fase Azioni lancia il dado. Dato che ha fatto 1, indietreggia di 4 sulla barra dello stress.

Fase 3: Eric

La fase di Eric si suddivide in:

  1. Stress di Eric
  2. Ritorno dal Recupero

Stress di Eric

Una volta risolte tutte le carte Azione, si dovrà valutare quanto lo stress della famiglia influenzerà quello di Eric. Per far ciò si controllano le barre Stress di tutti i personaggi (non in Recupero): ad ogni livello di stress corrisponde un valore di modifica di stress per Eric (da -1 a +2). La somma di tutti questi valori verranno riportati sulla barra dello stress di Eric.

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Fase 3.1: è appena terminata la fase Azioni e i personaggi hanno accumulato diverso stress. Adesso vanno sommati i modificatori dei vari personaggi, per aggiornare la barra dello stress di Eric: lo stress di ERic aumenta di 2 (+1,+2,+0,-1= +2).

Ritorno dal Recupero

Dopo aver modificato il valore di stress di Eric, i giocatori con personaggi in Recupero dichiarano se vogliono rimanere in Recupero oppure se tornare in gioco: in quest’ultimo caso, il giocatore girerà la propria plancia personaggio e ricollocherà il dischetto sul livello di stress raggiunto nel Recupero e dal prossimo turno potrà giocare le carte Azione e subirà gli effetti delle carte Imprevisto Evento e Azione (degli altri giocatori). Fatta questa scelta, il turno termina e ne inizia uno nuovo, si rivelano nuove carte Imprevisto ed Evento e via dicendo.

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Fase 3.2: Lara pensa di avere abbassato sufficientemente la barra del proprio stress, perciò decide di ritornare in gioco. Dal prossimo turno subirà gli effetti delle carte e potrà giocare carte Azione.

Il gioco termina non appena si verfificano una di queste tre condizioni

  • Quando termina il mazzo delle carte Evento ed Eric non ha mai superato il valore massimo di stress. In questo caso, i giocatori hanno vinto.
  • Non appena Eric raggiunge il livello massimo di stress (indicato con la X, è pari a 11 o più). In questo caso, i giocatori hanno perso.
  • La partita termina – con la sconfitta – anche quando tutti i giocatori sono in Recupero.
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Situazione finale: è terminato l’ultimo turno ed Eric (e i personaggi) sono sopravvissuti: avete vinto!

Cosa ne penso io?

Inizio col dire che ero molto incerto sull’acquisto di questo titolo: non esistono recensioni che mi potevano aiutare (ed a me non piace prendere giochi “a scatola chiusa”) e quelle poche informazioni fornitemi dal distributore della Ghenos Games non mi aveva convinto del tutto. Ma il mio istinto mi stava urlando di prenderlo, alla fine mi sono lasciato tentare e – per fortuna – non sono rimasto deluso: credo che un titolo come My brother debba essere presente nella propria libreria, non tanto per il gioco in se (non ha elementi innovativi), quanto per l’ambientazione e per come viene affrontata una tematica così delicata.

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Per Matt, il padre di famiglia, oggi è stata davvero una brutta giornata…

Il gioco ha delle meccaniche davvero semplici, ma non lasciatevi ingannare perchè è difficilissimo da sconfiggere: l’ho provato sia in solitario, sia in quattro giocatori ed ancora non siamo riusciti a vincere, altro che Pandemia o Eldritch Horror! Credevo addirittura di aver sbagliato qualcosa nel regolamento, ma uno dei responsabili del gioco mi ha confermato che la percentuale di vittoria è intorno al 25-30% e che ciò è voluto per obbligare i giocatori a giocare bene ed insieme. Beh che vi aspettate: affrontare la vita di tutti i giorni, non è mica facile!

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Può capitare un susseguirsi di eventi spiacevoli: il povero Eric non è riuscito a resistere ed ha raggiunto il livello massimo dello stress, condannando la partita.

Il manuale contiene il regolamento in due lingue (italiano ed inglese): sebbene abbia qualche svista e qualche punto incerto (ma sul sito della Demoela è presente il regolamento corretto ed una sezione FAQ), si legge tutto d’un fiato. Come in Ta-pum, ho apprezzato che venga dato peso all’ambientazione: nel regolamento è presente la storia e la vita di tutti i personaggi, e ciò spiega inoltre la presenza di alcune carte Azione.

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Eccovi un esempio: Lara possiede la carta “Sfogati”, che permette di abbassare il proprio stress, aumentando quello di Emily. Nella storia, infatti, è Emily cge sostiene la madre, nei suoi momenti di crisi.

La stessa creazione di My Brother ha una sua “storia”: infatti il gioco si sviluppa sui risultati ottenuti dalla tesi universitaria dell’autrice, laureata in Design della Comunicazione al Politecnico di Milano. Anche la casa editrice non è un caso: la Demoèla è – infatti – una società cooperativa che nasce dall’incontro tra la passione per il gioco e l’attenzione ai fenomeni culturali e sociali e il loro obiettivo è quello di stimolare, attraverso il gioco, la riflessione su di un determinato argomento. Con questo titolo ci sono riusciti e credo anche che faranno molta strada nel game design: ad Essen, uno dei loro giochi – GrowerZ – è andato letteralmente a ruba!

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Il logo della Demoela, che ha collaborato nella creazione di Mybrother

Questo gioco lo consiglio a chi – come me – vede un titolo non solo meccaniche e pedine, ma anche un “cuore”:  vi affezionerete ad Eric ed alle sue fragilità quotidiane e cercherete in tutti i modi di proteggerlo da un mondo che cambia troppo velocemente. I giocatori “puri”, invece, non lo vedranno di buon occhio e criticheranno il suo aspetto aleatorio; ma vi esorto comunque a provarlo anche se fate parte di questa categoria: scoprirete che un gioco da tavolo non si limita solo alla scatola ed al suo contenuto.

Con questo piccolo consiglio, io vi saluto e vi dico “Buona giornata, buon gioco e semper filleris!”

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