Carta & Forbici 12: Dance of Muses

Eccoci di nuovo qui, un altro mercoledì con Giochetti e Sfizietti, la mia personale rubrica che tratta di giochi da tavolo. Dopo appena un mese, ritorna la rubrica “Carta & Forbici”, specializzato in recensioni di titoli che è possibile stampare gratuitamente e provare.

Ormai buona parte dei titoli di questa rubrica li scopro su Facebook: qualche settimana fa, vengo contattato da un nostro lettore, chiedendomi se avessi voluto provare un loro lavoro. Come vi ho sempre detto, io accetto sempre e molto volentieri queste richieste; solo qualche giorno fa sono riuscito a montarlo e a provarlo e ve ne posso parlare: signore e signori, ecco a voi “Dance of Muses”, titolo di Marco Baglioni e David Trambusti per 2-4 giocatori (da sei anni in su), al momento edito dalla Tanuki Board Games, con una pagina facebook dedicata.

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Dance of Muses, il titolo che affronteremo oggi

Parlando con l’autore, mi spiega che questo titolo sta partecipando ad un contest organizzato dalla BGG – “9 Card Game Print and Play Contest” – che prevede la realizzazione di un gioco con un massimo di nove carte e diciotto componenti in tutto. Infatti, vi posso assicurare quanto sia veloce montare “Dance of Muses”:

  • potete trovare il gioco sia sulla loro pagina Facebook, oppure scaricandolo direttamente da QUI (comprende il file per le carte e il regolamento);
  • il file delle carte – sono solo due fogli, con fronte e retro delle carte – va stampato a colori; potete stamparle in cartoncino pesante (200-300 gr) fronte-retro ; oppure dato che le carte hanno la stessa grandezza delle carte di Magic, potete utilizzare vecchie carte con bustine annesse e stampare su fogli comuni (in questo caso, non serve in fronte-retro);
  • il regolamento – se volete – potete stamparlo oppure leggerlo in formato digitale;
  • inoltre, per giocare, dovete rimediare 4 dadi bianchi, 4 dadi rossi e 3 dadi verdi (a sei facce); i colori dei dadi sono indicati nel regolamento, ma se non li avete, basta che abbiate dadi di tre colori diversi;
  • infine, recuperate sette cubetti, che avranno la funzione di segnapunti.

In totale quindi, Dance of Muses sarà composto da: nove carte Musa, undici dadi di colori diversi, sette cubetti segnapunti ed il regolamento.

Componenti di Dance of Muses

In “Dance of Muses”, i giocatori si affronteranno in una sfida d’intelligenza, che vedrà le loro Muse “danzare” sul campo di gioco; con lo scopo di migliorare il proprio valore del dado e di far guadagnare più punti ai giocatore.

Prima di iniziare una partita, c’è un brevissimo setup, nel quale verranno distribuite le carte e i dadi:

  • in base al numero dei giocatori, ognuno prende a caso un certo numero di carte Musa (ad esempio, in due giocatori ognuno avrà quattro carte Musa);
  • ogni giocatore sceglie un set di dadi di un colore e prenda tanti dadi quante sono le carte Musa che ha in mano (in due giocatori, servono quattro dadi);
  • nel caso resti una carta Musa, questa diventerà la “Musa libera” e andrà collocata sul piano di gioco, con il valore del dado – del terzo colore non scelto – su “1”;
Setup per due giocatori

Successivamente, inizia la fase di posizionamento: per prima cosa, i giocatori lanciano tutti i dadi a loro disposizione e chi avrà totalizzato la somma più alta, sarà il primo giocatore a poter piazzare.

Quindi ogni giocatore – uno alla volta, in senso orario – giocherà una delle proprie Muse dalla mano, posizionandola adiacente (anche in diagonale) ad almeno una Musa già presente sul campo di gioco. Quindi, il giocatore posiziona uno dei propri dadi sulla carta Musa con il valore “1” (su un riquadro bianco presente sul fronte o sul retro della carta)

In questa fase di piazzamento, ogni giocatore deve piazzare almeno una carta Musa coperta, mentre le altre le deve giocare scoperte. Una Musa coperta non potrà mai essere riguardata né potrà applicare i suoi effetti, ad eccezione del “Volere Divino” (che vedremo più avanti).

Fase di piazzamento per due giocatori

Terminata la fase di piazzamento delle Muse, il primo giocatore – nel suo turno – deve compiere un’Azione di movimento (di una o più Muse, come vedremo più avanti) ed utilizzare l’effetto di una Musa (facoltativo).

Nel proprio turno, il giocatore può spostare una Musa sul campo di gioco in uno spazio libero, in orizzontale, verticale o diagonale. Può scegliere una qualsiasi Musa da muovere, a prescindere che sia propria o avversaria, coperta o scoperta; tuttavia il movimento deve sempre rispettare la regola dell’adiacenza tra tutte le Muse in gioco (quindi, una Musa non può restare completamente isolata).

Una volta completato il movimento, il giocatore deve aumentare di uno il valore riportato sul dado della Musa appena mossa.

La Musa “Calliope” si muove di uno spazio verso l’alto ed aumenta di 1 il proprio Dado.

Se il giocatore vuole muovere una carta Musa in diagonale, deve rispettare questa regola supplementare: è possibile muoversi in una determinata direzione (in diagonale) finché c’è almeno uno spazio libero in una delle due direzioni che compongono tale movimento in diagonale. Perciò, una Musa non può muoversi in direzione Nord-Est se “al di sopra di essa” e “alla sua destra” sono presenti carte Musa.

La Musa “Polyhymnia”, in questo caso, potrebbe muoversi a Nord-Est o Sud-Est, poiché ha la casella alla sua destra libera.

Il giocatore, inoltre, può compiere un movimento – in orizzontale o verticale, non diagonale- verso una casella già occupata da un’altra Musa, eseguendo un “movimento di gruppo”: in questo modo, la Musa occupa tale casella e “spinge” l’altra Musa di una casella nella stessa direzione del movimento. Qualora ci fossero più Muse (ad esempio tre Muse in fila), tutte le muse vengono coinvolte in tale movimento, spingendosi l’un l’altra. Il Movimento di Gruppo deve comunque rispettare la regola dell’adiacenza tra tutte le Muse.

Terminato il movimento, tutte le Muse che sono state coinvolte aumentano di 1 il valore sul proprio Dado.

La Musa “Clio” compie un movimento di gruppo, spingendo anche altre tre Muse (tra cui anche la Musa Libera), facendo guadagnare a ciascuno un’unità sul dado.

Inoltre, durante il suo turno, il giocatore può utilizzare – prima o dopo il movimento – l’effetto riportato sulla Musa che ha mosso o che intende muovere: tale effetto si differenzia per tipologia e per Muse che può influenzare. Se il giocatore ha compiuto (o sta per compiere) un movimento di gruppo, può utilizzare solo l’effetto della Musa che ha causato la spinta.

Ogni carta Musa può avere uno di questi tre Effetti:

  • +1: il giocatore aumenta di uno il valore del dado di una Musa (propria o avversaria);
  • -1: il giocatore diminuisce di uno il valore del dado di una Musa (propria o avversaria);
  • “SWAP”: il giocatore scambia il valore del dado della Musa che possiede l’effetto SWAP con il valore del dado di un’altra Musa (propria o avversaria)
La Musa “Calliope” si muove verso destra ed applica il suo Effetto “+1” alla propria Musa adiacente.

Accanto ad ogni effetto, è presente un altro simbolo, che indica quali Muse possono essere coinvolte nell’Effetto di una Musa (dove i riquadri blu indicano quali sono interessate):

  • [Icona con tutte le caselle blu]: l’effetto della Musa si applica a tutte le Muse adiacenti ad essa;
  • [Icona con caselle blu solo a croce]: l’effetto della Musa si applica solo alle Muse adiacenti ad essa in modo orizzontale o verticale;
  • [Icona con caselle blu solo agli angoli]: l’effetto della Musa si applica solo alle Muse adiacenti ad essa in diagonale.
Le tre icone che indicano quali Muse possono subire l’effetto (da sinistra, “tutte le Muse”, “solo le muse adiacenti in orizzontale e verticale”, “solo le muse adiacenti in diagonale”).

Non appena una qualsiasi carta Musa raggiunge il “6” sul proprio dado, il round termina e si passa alla sotto-fase del “Volere Divino”, prima del calcolo dei punti.

Infatti, ogni giocatore controlla che il dado di ciascuna propria Musa – anche le Muse coperte – abbia lo stesso valore indicato al “Volere Divino” (ovvero l’unico riquadro con il numero): se tali valori sono gli stessi, allora il giocatore può girare tale dado sul valore “6”.

In questo caso, la Musa “Terpsichore” ha sul proprio dado lo stesso valore indicato sul “Volere Divino”: quindi, il giocatore potrà modificare tale dado da 3 a 6.

Una volta controllati tutti i Volere Divino, ogni giocatore recupera tutti i suoi dadi sulle Muse e li mette in fila, seguendo l’ordine decrescente; quindi li confronta con quelli dell’avversario, colonna per colonna: il giocatore riceve un punto per ogni colonna in cui ha il dado con il valore maggiore; in caso di pareggio non si ricevono punti.

Una volta distribuiti i punti – se sono avanzati altri cubetti – si gioca un nuovo round, finché non vengono guadagnati tutti i punti-cubetti a disposizione: chi ne avrà di più, sarà dichiarato vincitore!

FIne del terzo round giocato: ogni giocatore ha guadagnato un punto; in questo modo vince il giocatore verde.

Che cosa ne penso io?

Dance of Muses rientra nella categoria degli “astratti” ad informazione incompleta: ovvero quei titoli – come Hive o The Duke – privi di qualsiasi elemento casuale, in cui i giocatori “non” hanno la piena conoscenza delle risorse in gioco (in DoM, ciò si vede sia nella distribuzione iniziale delle Muse, sia nella presenza della Musa coperta).

Una partita a Dance of Muses

Come ogni buon astratto, le regole sono semplici ed immediate: la parte più dura è “imparare a giocare bene”, trovare le “aperture” (in senso scacchistico) più vantaggiose, nonché eventuali strategie e tattiche. Il titolo del gioco è azzeccatissimo, come l’ambientazione: nonostante si tratti di un astratto, durante la partita si ha l’idea che queste Muse “danzino” sul campo di gioco.

Una Musa danza al centro, mentre le altre sono in cerchio…

Ho avuto modo di provare Dance of Muses solo in partite 1 vs 1, con due giocatori diversi, ai quali ho chiesto che cosa ne pensavano del gioco. Chi per un motivo, chi per un altro, a fine partita abbiamo avuto la stessa sensazione: un buon prodotto, ma “incompleto” o “ancora non finito”.

Ogni avversario che ho sfidato, infatti, ha notato un aspetto che gli ha “rovinato” le aspettative sul gioco:

  • L’estrazione casuale delle Muse ad inizio partita da una parte migliora la variabilità del gioco; ma dall’altro può penalizzare il giocatore che è stato “sfortunato” nella pesca delle Muse iniziali: è vero che i giocatori possono scegliere qualsiasi Musa, ma io da giocatore sarei più tentato a muovere prima le mie muse, piuttosto che quelle dell’avversario, regalandogli un +1 su una sua Musa;
  • Inoltre, abbiamo notato che l’effetto “SWAP” – ovvero quello che permette di scambiare due valori – sia un po’ troppo forte e che sia troppo sbilanciato;
  • Nel corso delle partite, abbiamo notato che esistono due “trucchetti” che possono impoverire l’aspetto strategico del gioco: il primo è cercare di “mettere in fila” tutte le proprie Muse durante il piazzamento e successivamente utilizzare “solamente” il movimento di gruppo; il secondo è cercare di “isolare” ciascuna propria Musa, in modo da far raggiungere a ciascuna Musa il proprio Volere Divino. Gli astratti sono coinvolgenti anche perché offrono diversi spunti strategici, anche con pochissimi pezzi.
In questo caso, il giocatore ha messo le proprie Muse in linea, così potrà utilizzare movimenti di gruppo per agevolarci.

Allo stesso tempo, raccomando voi lettori di provare comunque il gioco: l’autore mi ha detto che è ancora in fase di playtest ed accetta sempre ben volentieri impressioni ed eventuali consigli sul gioco. Ora come ora, posso solo augurargli di continuare a fare un bel lavoro su questo titolo, quel che basta per poterlo vedere sugli scaffali di un negozio di giochi da tavolo.

Bene, siamo giunti alla fine di questo articolo: voglio ringraziare Marco Baglioni per avermi presentato la sua creazione, oltre che per la sua estrema gentilezza e disponibilità. Ne approfitto per dirvi che anche voi – come Marco – potete contattarmi in privato o sulla pagina Facebook di Giochetti & Sfizietti e presentare le vostre creazioni, sempre in formato pnp: sarei ben felice di provarlo e dirvi che cosa ne penso. Detto questo, ci rivediamo la prossima settimana, con un altro articolo! Buona giornata e buon gioco!

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